La creatività e l’imprenditorialità di una grande Maison italiana, la cultura e la genialità dei due fondatori, il dialogo con l’arte europea del Novecento. Ruota attorno a questi temi la mostra “ MISSONI, L’ARTE, IL COLORE ”,

curata da Luciano Caramel, Luca Missoni e Emma Zanella, dal 19 aprile al 24 gennaio 2016 al MAGA di Gallarate (VA), proprio nella città che Ottavio e Rosita Missoni scelsero nel 1953 come sede della loro casa e del loro primo laboratorio di maglieria. Ed è proprio Rosita, il figlio Luca e la figlia Angela che ci accompagnano durante i press tour, con emozione e partecipazione stemperate dall’affascinante semplicità che è la cifra dello stile di famiglia, nella visita ad una mostra coinvolgente e molto colorata!

Se il glamour è sapienza artigiana e ispirazione artistica

I successi internazionali dei Missoni, nella produzione tessile e nella moda, sono stati portavoce tra i più accreditati del Made in Italy, testimoniando la capacità di generare linguaggi e confronti con i maggiori maestri dell’arte moderna e contemporanea.
Il percorso espositivo della mostra è articolato secondo diversi registri narrativi che delineano le principali caratteristiche della genialità dei Missoni, fatta di colore, materia e forma. Caso pressoché unico nel panorama della moda internazionale, la loro creatività è legata a doppio filo con l’arte. L’esposizione si apre con la suggestiva video-installazione di Ali KazmaCasa di moda” del 2009, che mette in luce l’esclusivo connubio tra l’aspetto artigianale che nasce dalla tradizione e il design contemporaneo, l’approccio rispettoso del materiale e del lavoro della maison Missoni e la volontà dell’autore di osservare da dietro le quinte il mondo glamour della moda e, più ampiamente, dell’attività umana.
La sezione Le Radici ripercorre le origini della ricerca dei Missoni, le prime fonti d’ispirazione, nel campo delle arti visive e della moda. Il quadro di riferimento è quello della nascita delle avanguardie storiche in Europa, dall’astrattismo lirico di Sonia Delaunay, insieme a Kandinsky, Klee, al Futurismo di Balla e Severini.
La mostra prosegue con “Il colore, la materia, la forma”, una serie di installazioni progettate da Luca Missoni e Angelo Jelmini, caratterizzate da una profonda fusione tra la ricerca di materia e colore, proprie del fashion design, e la dimensione ambientale, mutuata dalle arti visive. Realizzare abiti per i Missoni significa, infatti, dare spazio al colore, alla materia e alla forma, immaginate e plasmate secondo una rigorosa e personale ricerca estetica.

Cultura visiva
Il dialogo tra l’intensa attività creativa di Ottavio e Rosita Missoni e la cultura visiva italiana è, tra gli anni Cinquanta e Ottanta, molto intenso. Una selezione di opere, provenienti anche dalla stessa collezione del MAGA, documenta questa relazione: troviamo così le tele di Ottavio Missoni confrontarsi con i grandi maestri dell’astrattismo italiano del secondo dopoguerra, dagli autori di Forma 1 come Dorazio e Accardi, al MAC di Munari e Dorfles, fino alle sperimentazioni optical e cinetiche di Dadamaino e Colombo. Alle opere più significative di Ottavio Missoni è dedicata l’ultima sala della mostra: una serie di grandi Arazzi realizzati in patchwork di tessuto a maglia, allestiti in uno spazio immaginato, ancora una volta da Luca Missoni e Angelo Jelmini. Questo per sottolineare l’importanza che gli arazzi hanno avuto per Ottavio Missoni che, a partire dagli anni Settanta, li elegge come esclusiva tecnica di espressione artistica, capace di concentrare gli interessi trasversali, sia nella moda che nell’arte, per materia e colore.

testi di Antonella Galimberti