Biologico è l’anno decisivo. Alla vigilia del Tavolo al Mipaaf, l’associazione per l’agricoltura “bio” della Cia presenta un documento con i 10 punti necessari per la definitiva affermazione del settore in Italia.

Bisogna puntare sui Psr 2014-2020 e riformare il Sistema di Certificazione; potenziare il Piano nazionale sementiero e incoraggiare la nascita di “bio-distretti”; realizzare sul serio la semplificazione amministrativa con un testo unico e approvare la legge “salva suolo”.

Il 2015 rappresenta un’occasione unica per la definitiva affermazione dell’agricoltura biologica in Italia. Nessun segmento più del “bio” è coerente con i grandi obiettivi di Expo “Nutrire il Pianeta Energia per la Vita”, poiché è in grado di realizzare il nuovo paradigma dell’eco-intensificazione. Vale a dire “ottenere produzioni più elevate sullo stesso terreno, ma sulla base di processi ecologici e non su input industriali”. E’ quanto afferma Anabio-Cia, cogliendo l’occasione del prossimo Tavolo sull’agricoltura biologica, che si è tenuto il 31 marzo al Mipaaf, per lanciare un Memorandum “ad hoc” per l’ulteriore sviluppo del settore.

Secondo Anabio, infatti, a fronte di un positivo contesto di mercato (+17% nel corso dell’ultimo anno e un fatturato di 3,1 miliardi di euro tra consumi interni ed export), gli imprenditori “bio” si trovano ancora di fronte a tre diverse barriere: economiche, con l’insufficiente reddito derivante dall’attività agricola; di mercato, con la bassa disponibilità del bene terra, il costo del lavoro elevato e poco flessibile, la forte difficoltà di accesso al credito, la complessità burocratica; informative e culturali, con la cronica carenza del “sistema della conoscenza”.

Per questo Anabio-Cia ha elaborato il “Memorandum #2015:AgricolturaBiologica2.0” quale strumento di comunicazione concisa e diretta per riassumere i punti decisivi per la crescita ulteriore del segmento e della relativa filiera agroalimentare.

Più in dettaglio, con il Memorandum Anabio chiede di: approvare un nuovo “Piano d’azione nazionale per l’agricoltura biologica” che recepisca i contenuti delle “Linee Guida” approvate dal Consiglio dei ministri agricoli dell’Ue e le dinamiche del mercato dei prodotti biologici; assegnare adeguate risorse finanziarie alla Misura “Agricoltura Biologica” dei Piani di sviluppo rurale 2014-2020; rideterminare i pagamenti per la nuova Misura “Agricoltura Biologica” dei Psr sommando alla compensazione del mancato reddito, i servizi d’interesse collettivo (esternalità positive) forniti dalle aziende biologiche; riformare il “Sistema di Certificazione” favorendo l’affermazione della normativa europea e di accreditamento di riferimento, individuando ruoli e poteri dell’Autorità competente nazionale e dell’Ente unico di accreditamento; potenziare il Piano Nazionale Sementiero per l’Agricoltura Biologica (PNSB) in modo che si possa garantire la sempre più ampia disponibilità di materiale di riproduzione biologica; favorire la nascita di nuovi “Bio-distretti italiani” soprattutto nelle regioni ove non sono attualmente presenti; realizzare la semplificazione amministrativa producendo un testo unico e realizzare l’unificazione dei controlli di competenza regionale; utilizzare al meglio il Programma “Horizon 2020” come leva strategica per una produzione agroalimentare biologica che utilizzi in maniera sempre più efficace le risorse naturali disponibili nell’interesse generale della società e soprattutto a garanzia delle generazioni; approvare una legge per la “Difesa del suolo e dell’agricoltura dalla cementificazione”; estendere la banda larga in tutte le aree rurali per annullare il “digital divide” rispetto alle aree urbane.

Il Memorandum non avanza solo proposte settoriali, ma di sistema -sottolinea l’associazione biologica della Cia-. Tali richieste dimostrano quanto il Paese abbia bisogno di interventi di cambiamento robusti e incisivi per aumentare la competitività del sistema delle imprese italiane, la qualità delle produzioni, la soddisfazione delle esigenze del mercato più avanzate.