Jota triestina: si tratta di una minestra che nella versione triestina è a base di crauti

(in dialetto triestino capuzi garbi, cappucci acidi),fagioli e sovente patate; viene insaporita con costine o altra carne di maiale affumicata.

Diversamente che a Trieste, dove godette sempre del massimo apprezzamento e non fu mai considerata cibo da poveri semmai l’opposto, la Jota in Friuli veniva considerata una pietanza di ripiego, tanto che i vecchi usavano lamentarsi del fatto che per pura necessità erano costretti a mangiarla molto spesso:

in Friuli viene chiamata Jote, ma la sua preparazione un tempo assai diffusa si è molto limitata, tanto da esservi rimasta traccia solo in Carnia, in particolar modo nella Val Degano e nella Val Pesarina. Simile alla Jota è la minestra di brovada friulana, quest’ultima preparata però con la rapa (brovade) al posto dei crauti e il cotechino (musèt) al posto delle costine di maiale affumicate.

La Jota è assai diffusa (con lo stesso nome) anche nel Litorale sloveno, particolarmente sul Carso, nella Valle del Vipacco, sul Collio e nella zona di Tolmino e Caporetto. Nella vicina Austria, invece, nonostante il massiccio impiego dei crauti in varie preparazioni, questo minestrone risulta del tutto sconosciuto.

Preparazione Mettere a bagno per 12 ore i fagioli. Scolarli e farli rosolare con olio ed aglio tritato; aggiungere la pancetta tagliata a dadini, le patate tagliate a cubi e sale.Rosolare il tutto per qualche minuto. Aggiungere l’acqua e far bollire il tutto per 90 minuti.

Separatamente bollire i crauti, cumino (kummel) ed alloro, coperti d’acqua che deve asciugarsi durante la cottura.Fare un soffritto di olio e farina (scuro), gettarvi i crauti mescolando. Riunire il tutto e passare la metà dei fagioli al passaverdura. Amalgamare e far bollire per altri 30 minuti. La jota deve risultare densa e va lasciata riposare. Il giorno dopo è ancora più buona.  Se vuoi vedere altre ricette clicca QUI.