A Natale oltre alle canzoni speciali, le poesie e i regali per i bimbi, le nostre case sono state invase dal panettone.

In un periodo in cui la nostra società è particolarmente attenta alla salute e ai cibi salutari, qualcuno avrà pensato bene di servire in tavola, per il pranzo natalizio, un panettone biologico, frutto dell’incontro fra la tradizione culinaria italiana e l’agricoltura biologica. Vediamo insieme la breve storia del panettone e come si sia arrivati a considerare l’importanza dei cibi biologici e organici.

La tradizione vuole che la nascita del panettone sia avvenuta ai tempi di Ludovico il Moro, quando uno sguattero di nome Toni ebbe l’intuizione di lavorare un panetto di lievito madre aumentando la quantità di farina e zucchero, ottenendo così il cosiddetto Pan de Toni, pronto per essere servito al banchetto ducale natalizio. In realtà non esistono prove che sia stato lui ad inventare il panettone: già nel Medioevo, infatti, il popolo era abituato a celebrare il Natale con un pane più ricco del solito, facendo uno strappo alla regola che imponeva moderazione durante il resto dell’anno: la storia sarebbe testimoniata da un manoscritto tardo-quattrocentesco di Giorgio Valagussa di casa Sforza. Si tratta comunque di un’usanza particolarmente antica, che è giunta ai giorni nostri incontrandosi con la necessità di un’alimentazione biologica e salutare.

Oggi il fenomeno dell’agricoltura biologica e la profittabilità di questo settore hanno spinto molti produttori attenti alla qualità del cibo a realizzare cibi organici di alta qualità, tra questi, ovviamente, è possibile trovare il panettone bio su siti specializzati nella vendita di prodotti biologici come Aida Green, uno dei più noti rivenditori online italiani di alimenti organici. Non si tratta di un fenomeno isolato: in Italia, infatti, sono numerose le iniziative sempre più attente al consumo di un pasto salutare e frutto di alimenti esclusivamente organici. Come ad esempio lo Slow Food, una tendenza nata nella piccola città di Cuneo, che ha visto alcuni produttori e ristoratori locali creare il concetto di un pasto ‘slow’, contrario agli additivi chimici e alla merce di scarsa qualità dei fast food, e particolarmente attento al consumo di un pasto lento e salutare, per tornare alle antiche tradizioni che intendevano il cibo come un momento sociale molto importante, quasi liturgico.

L’attenzione italiana a questo tipo di cibi, che si tratti di panettoni bio o di altri prodotti, è testimoniata dai numeri e dalle rilevazioni effettuate da Sana, la fiera del bio più famosa d’Italia. Secondo i numeri raccolti da Sana, infatti, il settore dei consumi del cibo organico ha portato al Paese un giro d’affari superiore ai 2 miliardi di euro, considerando solo il domestico ed escludendo un altro settore molto ricco: quello commerciale. Inoltre, durante la fiera, è stato rilevato un corposo aumento del 25% degli espositori, con una crescita degli acquirenti internazionali salita addirittura del 45%. Un bio-boom confermato, tra l’altro, dalla stessa Coldiretti.