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Stoccafisso alla livornese ricetta tipica toscana

Stoccafisso alla livornese. Pulite lo stoccafisso, privandolo delle lische e della pelle. Quindi tagliatelo a pezzi piuttosto grandi e ponetelo in una larga pentola, la quale possa poi contenere tutti gli altri ingredienti. Sbucciate le patate e lasciatele da parte, poiché esse andranno unite al resto, soltanto a metà tempo di cottura del pesce. Coprite lo stoccafisso con acqua fredda; aggiustate di sale, essendo il pesce già molto salato di

Bridigini toscani

I brigidini sono dei dolci tipici di Lamporecchio, comune in provincia di Pistoia. Sono delle cialde color giallo-arancio dalla superficie curva, molto friabili e abbastanza grandi, di circa sette centimetri di diametro. Gli ingredienti della pasta usata per fabbricarli sono: zucchero, farina, uova ed essenza liquida di anice, anche se nelle ricette tradizionali e casalinghe si possono usare anche i semi. Questo dolce è reperibile nella quasi totalità delle fiere, manifestazioni e

Acquacotta toscana con i funghi

L’acqua cotta è un piatto tipico della cucina della bassa maremma, quindi sia della Maremma Grossetana  che della  Tuscia viterbese. Deriva dal pranzo tipico dei  butteri  quando si trovavano in aperta campagna a seguito delle mandrie.  Alcuni trovano assonanze e commistioni con la medievale zuppa arcidossina  che però si basa su altri ingredienti. L’acquacotta è una zuppa povera, che varia di zona in zona a seconda della reperibilità degli ingredienti, da qui il

Freisa d’Asti e Langhe Freisa DOC

Freisa d’Asti & Langhe Freisa DOC.  Vino molto piacevole, prodotto dal vitigno Freisa, una varietà di uva dalle molteplici caratteristiche e citato in documenti storici sin dal ’700. Diffuso principalmente nell’area a nord di Asti, il Freisa fu un vino molto amato Vittorio Emanuele II,  primo re d’Italia. Di colore rosso rubino con riflessi aranciati o granati che aumentano con l’età. Profumi di lamponi, more e confetture di frutta (marasca,

Barbera del Monferrato Superiore DOCG

Barbera del Monferrato Superiore DOCG.  Il Barbera appare nel 1798, alla stesura della prima ampelografia dei vitigni coltivati sul territorio piemontese compiuta dal conte Nuvolone, sotto il nome di “Vitis vinifera Montisferratensis”. Tale denominazione si doveva al nome storico della regione collinosa, centro principale ancora oggi, di coltivazione del vitigno Barbera: il Monferrato. Con ogni probabilità la varietà di uva Barbera è nata da uno spontaneo incrocio di semi di

Finocchiona IGP

Finocchiona IGP:  La zona di produzione della “Finocchiona” IGP comprende l’intero territorio continentale della Toscana, escludendo le isole, che rappresenta la zona in cui si è consolidata nel tempo la produzione di questo salume tipico. La Finocchiona gode di una reputazione storica dimostrata da numerosi documenti, tra cui, l’edizione 1889 del Vocabolario degli Accademici della Crusca, che evidenzia il legame della Finocchiona con il territorio toscano. La Finocchiona è tra

Antonio Borruso: “Riprodurre i ricordi di una volta nel piatto: questa è la cucina.”

Antonio Borruso: “Riprodurre i ricordi di una volta nel piatto: questa è la cucina.” Mettete un napoletano in Valtellina e mettete anche una cucina che offre un bellissimo spaccato sull’universo gastronomico partenopeo proprio in mezzo ai monti. Si chiama Umami ed è il ristorante di Antonio Borruso, chef classe 1979, che fino all’anno prima lavorava come executive chef del ristorante Gimmy’s dell’Arish di Aprica, provincia di Sondrio, dove aveva conquistato

Vino Biologico

Vino Biologico – Dopo anni di dibattiti e rinvii in data 8 marzo 2012 è stato approvato il regolamento UE che disciplina la produzione del vino biologico e la possibilità di mettere il logo europeo in etichetta, come avviene per gli altri alimenti biologici. I viticoltori dal primo agosto 2012 possono  usare la dicitura “vino biologico” e apporre il logo europeo in etichetta; viene così finalmente regolamentato l’intero processo produttivo

Aceto Balsamico di Modena IGP e Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP

Zona di produzione: provincia di Modena, nella zona compresa tra la valle del fiume Secchia fino alla sinistra del fiume Reno. L’anno 1046 è la prima data ufficiale, della quale si abbia conoscenza, che ci porta a conoscenza dell’Aceto Balsamico. Di colore bruno scuro carico e lucente, manifesta la propria densità in una corretta, scorrevole sciropposità. Di tradizionale ed inimitabile sapore dolce e agro ben equilibrato, si offre generosamente pieno,

Enrico Bergonzi: “Al Podere Cadassa la mia famiglia cucina parmense da 6 generazioni”

Enrico Bergonzi: “Al Podere Cadassa la mia famiglia cucina parmense da 6 generazioni”. Aria di novità al Podere Cadassa. Il ristorante e salumificio di Colorno è uno degli indirizzi storici del parmense: dopo mesi di lavori, il 10 Giugno si è mostrato al pubblico ampliato (400 metri quadri in più) e ristrutturato. Fine Dining Lovers ha fatto qualche domanda a Enrico Bergonzi, chef di Al Vèdel (nome dialettale della località

Alessandro Dal Degan: miglior chef emergente 2014

Alessandro Dal Degan: “ Ecco perché la mia è una cucina mentale”. Una cucina materica, anzi per essere ancora più precisi, una “cucina mentale”: questa la definizione usata per descrivere i piatti del giovane Alessandro Dal Degan, chef de La Tana di Asiago, classe 1981. Perché cucina mentale? Perché Alessandro cerca di riprodurre in ogni suo piatto un percorso ben preciso, un richiamo a odori e sapori che rendono conto