Per i regali di Natale si sceglie Zampone e Cotechino Modena IGP. Si conclude oggi  la Festa del Consorzio Zampone Modena Cotechino Modena (4-6 dicembre 2015)

Anche quest’anno buone previsioni per quanto riguarda il consumo di Cotechino e Zampone Modena Igp. L’anno scorso, arrivarono sulle tavole degli italiani, 6 milioni di pezzi di zamponi e cotechini, 1,5 milioni di zamponi Modena IGP e 4,5 milioni di cotechini Modena IGP,  per un quantitativo totale di circa 3.600.000 chili per un valore al consumo di circa 32 milioni di euro.

“Per il 2015 abbiamo una percezione positiva, nonostante il periodo di crisi dei consumi in atto e soprattutto considerando il forte calo della regalistica in Italia, 30-40 % in meno negli ultimi due anni” ha affermato Paolo Ferrari, Presidente del Consorzio Zampone Modena Cotechino Modena.

Cotechino Modena e Zampone Modena restano quindi ai vertici delle classifiche dei regali natalizi, puntuali protagonisti dei cesti festivi in quanto storicamente simboli di prosperità e ricchezza, quindi ancora il miglior modo di fare gli auguri.

Assistiamo a un ritorno dei festeggiamenti in casa, in famiglia, fra gli amici e questo fenomeno è  connesso alla riscoperta di un piatto tradizionale come zampone e cotechino, ottimo sostituto di carni più costose come il manzo. Si tratta inoltre di un prodotto perfettamente in linea con la cucina di recupero: del cotechino e zampone non si butta nulla, pronti da gustare così come sono, nella loro interezza e rotondità, senza bisogno di ricorrere a particolari coltellerie o complesse tecniche di taglio.

Oltre alla classica osservazione sulla spiccata territorialità di questi salumi – secondo la quale il centro-nord per abitudine culturale da sempre mostra una particolare affezione nei confronti di Cotechino e Zampone e quindi un consumo più massiccio rispetto a regioni come la Puglia, la Sicilia o anche il Trentino – è interessante riflettere sul confronto fra realtà urbane e piccoli centri. L’elemento valoriale dello Zampone e del Cotechino – che risiede in una preparazione fatta con cura, dedizione e pazienza – trova maggiore forza in contesti provinciali raccolti rispetto a quelli metropolitani maggiormente dispersivi e frenetici circa orari e tempistiche.

Pregiudizio da combattere nell’immaginario collettivo anche quello della stagionalità, connessa all’antico rito dell’uccisione del maiale nel periodo invernale, e proprio a questo scopo il Consorzio Zampone e Cotechino Modena Igp ha indetto il secondo Concorso Nazionale di Cucina rivolto agli chef del domani: istituti alberghieri da tutta l’Italia hanno inviato ricette sfiziose e originali a base di Zampone e Cotechino corredate da scatti fotografici still life alquanto professionali e invitanti.

La mattina del 5 dicembre in piazza Roma a Modena, davanti alla suggestiva sede dell’Accademia militare, lo chef Massimo Bottura premierà la ricetta più innovativa, capace di raccontare queste due eccellenze in maniera originale e al contempo quotidiana. Ricette per i più piccoli, piatti light destinati ai seguaci della linea, preparazioni realizzate con prodotti Modena Doc e anche cibi street food:  sotto gli occhi di Bottura, ormai simbolo mondiale della culinaria stellata, giovani chef da tutte le regioni d’Italia dimostreranno la versatilità di questi prodotti, immancabili sotto l’albero ma anche perfetti se inseriti con criterio e misura nel calendario alimentare settimanale in quanto alimenti dalle equilibrate caratteristiche nutrizionali.

Il Consorzio Zampone Modena Cotechino Modena si è costituito nel 2001 a Milanofiori (Milano), dopo un articolato percorso iniziato nel 1999, anno in cui i due prodotti hanno ottenuto l’ambito riconoscimento europeo IGP (Indicazione Geografica Protetta) con il regolamento della Commissione Europea n. 509/1999. Il Consorzio, che ha come scopo la tutela e la valorizzazione dello Zampone Modena e del Cotechino Modena IGP, conta oggi 17 aziende, che rappresentano i principali produttori dei due prodotti IGP.

La sigla IGP (Indicazione Geografica Protetta) introduce un nuovo livello di tutela qualitativa che tiene conto dello sviluppo industriale del settore, evidenziando l’importanza delle tecniche di lavorazione impiegate oltre al rispetto del vincolo territoriale. Quindi, la sigla identifica un prodotto originario di una regione e di un paese le cui qualità, reputazione, ricetta e caratteristiche si possano ricondurre all’origine geografica, e di cui almeno una fase della produzione, della trasformazione o dell’elaborazione avvenga nell’area delimitata.