In Veneto si sono verificate situazioni molto interessanti per il mercato del lavoro nel campo dell’ingegneria civile, in particolare la barriera di Chioggia del porto di Venezia è sede di un’opera ingegneristica che ha coinvolto molti professionisti dell’ingegneria oltre agli operai e tutta una serie di tecnici italiani.

Sono stati terminati di recente infatti, i lavori di posa dei cassoni del Mose, il Modulo Sperimentale Elettromeccanico, alla barriera di Chioggia con la funzione di regolare, oltreché la marea, di conseguenza anche il flusso delle entrate all’ingresso del porto di Venezia. Si tratta di un’opera ingegneristica hi-tech, molto sofisticata e complessa, che ha richiesto una precisione millimetrica. L’ultimo cassone per quanto riguarda Chioggia, otto in totale, è stato depositato qualche settimana fa e pesa 20mila tonnellate come tutti gli altri.

Il sistema di dighe ultra tecnologico è in un momento molto importante della sua realizzazione, e grazie ad un team di alto livello formato da ingegneri civili, informatici e subacquei, dovrebbe difendere dunque al meglio, le città lagunari di Venezie e Chioggia, che attendono oramai da diversi anni una regolamentazione dei flussi della marea, senza parlare del moto ondoso scatenato dalle imbarcazioni e delle navi da crociera che troppo spesso si avvicinano a piazza S. Marco per far ammirare ai turisti la bellezza architettonica e artistica della piazza che, di certo, dalla prospettiva della nave da crociera può assumere notevole importanza.

Il team che sta lavorando al progetto Mose della laguna di Venezia è formato da numerosi specialisti e, inutile dire che ogni step del progetto è seguito da numerose università internazionali, perché ritenuto molto importante, innovativo e comunque costituisce un precedente nella storia dell’ingegneria utile anche per tutti gli studenti di corsi di laurea in ingegneria civile come questa, che possono dire di aver seguito “in diretta” tutti gli step dei lavori.

I cassoni del Modulo Sperimentale Elettromeccanico sono dotati di accelerometri e inclinometri e sono stati collegati a sistemi satellitari che hanno la funzione di monitorare l’assetto durante la navigazione e il trasporto.

Attualmente i lavori delle dighe mobili all’ingresso del porto di Venezia, a differenza di quello di Chioggia, sono all’85% del completamento, ma l’obiettivo da raggiungere è la realizzazione di un totale di 35 cassoni dall’altezza equivalente niente meno che ad un palazzo di 10 piani. I lavori, iniziati nel 2007 hanno avuto un rallentamento negli gli ultimi tempi, ma mensilmente hanno registrato una produzione di circa 30 milioni di euro coinvolgendo quattro cantieri alle tre bocche di porto: Lido, Malamocco e Chioggia. I lavoratori impegnati con il Mose sono circa mille quegli impiegati nei cantieri, ma considerando anche l’indotto la somma dei lavoratori è di ben 3mila persone.